Poesie sul mare - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

Vai ai contenuti

Menu principale:

Poesie sul mare

Poesie e pensieri sul mare





LE POESIE SUL MARE


Scoglio

Attendi a lungo il mio arrivar da te
attendi i miei dubbi, i miei perché
mentre le onde ti bagnan la cresta
in silenzio attendi -
ascolti, per poi offrirti a chi siederà
ascolti con gioia, il ticchettio dei miei passi
ora lesti - ora sconnessi
per poi mostrar- il tuo sorriso stampato,
creato nel tempo dal vento - dal mare in tempesta
per ascoltar tutto in te stesso
con ansia, come se i passi non finissero mai
siedo, posando il mio peso su di te
le sofferenze - le gioie - l'amore - i pensieri
In silenzio rispondi - al mio cuore
mentre le onde del mare intonano al vento
melodie profonde, diffuse nell'anima
che noi due cogliamo in silenzio
dando quel senso di serenità e di pace
Oh scoglio, a cui mai un nome ho dato
non farti sommerger dall'acqua
non farti spazzar dal vento
non saprei ad altri donar i miei pensieri
non saprei ritrovar me stesso
Odi.... anche tu quella voce lontana ?
che cerca invano - che cerca Dio
che cerca risposte che non ha
cerca speranza, conforto - cerca la forza
Oh scoglio, fa si che cessi il vento
fa sì che la mia voce non vada nel buio
dove non potrei mai più ritrovar
Oh scoglio, solo tu sai dare in silenzio
orsù dimmi, chi è, cos'è quella voce
che sento bruciar tutt' intorno
che sento come fuoco scaldarmi la mente
come pura energia dentro di me?
è... l'amore acceso da Dio, nel cuore.

Spyry 07/97





Pensiero

Nella mia solitudine della notte
le orme
mi seguono passo dopo passo.
Il pensiero
nel silenzio più profondo
interrotto
dal fruscio incessante delle onde del mare
ad accompagnar i miei passi.
Un ombra
la luna proietta nel mare
che quasi a festa ondeggia
nel veder le mie orme
solcate sulla nuda sabbia
di una notte d'estate. Le stelle
quasi a tenermi compagnia
mi sfrecciano accanto
in questa notte di magica solitudine
dove il pensiero diventa sogno.
Quante orme sulla sabbia
in questa magica notte
rivedo al primo raggio di sole
che mi riporta alla realtà, lasciando
solo il pensiero di questo ondeggiar del mare
che un gabbiano coglie ...
quasi a rubar dalla mia mente
per portarlo chissà dove .
Lui sa dove portar quel mio pensiero
di questa magica notte.

Spyry





I Ricordi

I ricordi, un inutile infinito,
ma soli e uniti contro il mare, intatto
in mezzo a rantoli infiniti..
Il mare,
voce d'una grandezza libera,
ma innocenza nemica nei ricordi,
rapido a cancellare le orme dolci
d'un pensiero fedele…
Il mare, le sue blandizie accidiose
quanto feroci e quanto,. quanto attese,
e alla loro agonia,
presente sempre, rinnovata sempre,
nel vigile pensiero l'agonia…
I ricordi,
il riversarsi vano
di sabbia che si muove
senza pesare sulla sabbia,
echi brevi protratti,
senza voce echi degli addii
a minuti che parvero felici…

Giuseppe Ungaretti





L'uomo e il Mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!

Charles Baudelaire





Mare

M'affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l'onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l'acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d'argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?

Giovanni Pascoli, 1892


                      



S'Ode Ancora il Mare

Già da più notti s'ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d'una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d'uccelli delle torri, che l'aprile
sospinge verso la pianura. Già
m'eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora di me un'eco di memoria,
come quel buio murmure di mare.

Salvatore Quasimodo


                     



Mediterraneo

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi la tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e svuotarsi cosi d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Eugenio Montale





Casa Sul Mare

ll viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l'anima che non sa più dare un grido.
Ora I minuti sono eguali e fissi
come I giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d'acqua che rimbomba.
Un altro, altr'acqua, a tratti un cigolio.

Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
I soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l'isole dell'aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.

Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell'ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s'appressa
l'ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s'infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l'avara mia speranza.
A' nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l'offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.

Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m'ode
salpa già forse per l'eterno.

Eugenio Montale





Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell'isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l'acqua.

Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell'alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti do a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.

Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l'oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.

Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda

Anonimo



                     




cAbd 'ar Rahmân 'ibn 'abi 'al cAbbâs, 'al Kâtib 'al cItrâbanisî

Detto il Segretario trapanese, a indicare che ricopriva un ruolo nell'amministrazione pubblica, e non era il solo fra i poeti, visse nel secolo XI.
Questi versi sono dedicati alla villa regia chiamata ' Al Fawwârah, la Polla.


Favara tu che prendi nome da' due mari tu
aduni quanto uom può bramare : dolce vita e
magnifico aspetto

Diramansi le acque tue in nove ruscelli : oh come
scorron placidamente spartite !

Là dove si congiungono i due mari, là s'accalcano
i piaceri : su le sponde poi del gran canale si
drizzan le tende dell'ardente passione.

Che dirò del lago dalle due palme, e dell'ostello
che n'è circondato ?

L'acqua limpidissima d'ambo le polle rassembra
liquide perle e stendesi che pare un pelago.

Direbbesi che i rami degli arbusti si protendono
per contemplare i pesciolini nell'acqua e
sorridono;

Mentre nuota il grosso pesce nell'onda chiara e
gli uccelli tra que' giardini modulano il canto.

Le arance mature dell'isoletta sembran fuoco che
arda su verghe di smeraldo;

Ma il pallor del limone dà sembianza dell'amante
che abbia perduta la notte a tapinarsi per l'assenza
della sua donna.

Quella coppia di palme affigura due amanti che
riparino in sicuro asilo per guardarsi dai nemici;

Oppure, vedendosi tenuti in sospetto, si mostrin
lì ritti per ribattere le dicerie de' maligni.

O palme de' due mari di Palermo, che copiose e
continue piogge vi dian vitale umore, né  vi
manchin giammai !

Godete vostra fortuna : appagate ogni desiderio, e
che le avversità dorman sempre !

Prosperate con l'aiuto di Dio : date asilo ai cuori
teneri, e che nella fida ombra vostra nessun turbi
l'amore.

Ciò che ho scritto l'ho visto con gli occhi miei,
ed è certo : ma se sentissi racconti di delizie
uguali a queste, mi parrebbero invenzioni assai
sospette.


 
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu