Mare di notte - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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Mare di notte

Poesie e pensieri sul mare





Il mare di notte


E senza volerlo, m’incanto
perché anche oggi lo vedo
Lo vedo confondersi con il cielo
e non c’è più un limite all’orizzonte
Quel puntino bianco dev’essere un gabbiano
che gioca con il suo riflesso
senza capire
che gioca con se stesso

E di nuovo io vedo
frammenti e scintille d’argento
L’onda colpisce lo scoglio
e mi sembra di sentire una goccia sul viso
poi scivola giù e torna indietro, mentre il buio si riacquieta
e ricade, come un pezzo di seta

E in fondo vedo ancora
barche, come luci lontane
piccole fiamme, come candele
o forse son lucciole in mezzo a quel nero
Un cane le annusa dal promontorio, poi ulula qualcosa lontano
Non capisco cosa, ma ti stringo la mano

E ti giuro, vedo la luna
che splende, come una perla
Una luna di pace e di guerra
Un buffo chiarore d’avorio
Assurda, come una monetina di pietra
Le stelle son le biglie di un bambino o fiori di uno scialle scuro
Quanti petali ha il nostro futuro ?

Ogni giorno, amore, vedo questo mare
confondersi con la notte come in un gioco di specchi
E non è un sogno, è tutto vero
Tutto qui… dipinto nei tuoi occhi

di    ©Thomas Pistoia





Mare di notte


Fa quasi paura il mare di notte…
Tutta quell’acqua nera che sembra petrolio, lucido e oleoso...
Mi aspetto pure di sentirne l’olezzo ed invece no…
Profuma ancora di mare… quel salmastro che tocca le corde della mia nostalgia fanciulla…
Le onde diventano righe bianche che si muovono qua e la… stanche…
Come se l’acqua nera della notte pesasse di più…
Come se si fosse addormentata anche lei…
ed il mare… quel Dio grande, antico e stanco le debba alzare una ad una di peso…
Come bambine… da non svegliare…
Anche il gorgoglio dell’acqua…
Sembra essere avvolto dal manto tenebroso della notte e deve passarne attraverso per giungere a me vestito di scuro…
Ma è solo di notte che riesco a sentire la fisicità del mare fino a toccarne l’anima…
Di notte il mare mi abita… come uno spirito…
Lo sento dentro di me e mi confondo con lui…
Lascio che i miei piedi nudi si lasciano accarezzare da lui…
Da quell’acqua nera che tutto nasconde e scopre…
Lo sento caldo… più caldo dell’aria… e la pelle non se n’avvede quasi di essere bagnata da lui..
Non avverte quel brivido freddo dell’acqua… come quando sa di sole…
Solo sottilmente ed intimamente scossa…
Mi sento avvolta… da un non so che…
Che mi confonde…. O fonde
Divento il mare scuro…
Come il mistero dentro di me…
mi immergo col pensiero in questo sentiero sotterraneo,
seguo il rumore dell'acqua nella mia spiraleggiante discesa.
Cosa mi attende, lì, nel buio?
Allontano la paura, abbandono i sensi, ascolto il mio intuito,
e con un timido balzo nel cuore proseguo.
Esiste un territorio inesplorato nella nostra psiche, nel quale la nostra vita istintuale, intima, si rifugia, si nasconde agli occhi dei più.
Come uno specchio delle pleiadi, cerco Cassiopea, Andromeda e Perseo…
Le trovo dentro di me, come se le avessi ingoiate…
Quando nella notte si approssimavano all’orizzonte…
Vivo i loro miti… e sento che sono miei da sempre…
Come Aries la mia stella…
Divento il palcoscenico della terra
Come la regina vanitosa d’Etiopia che sfida le nereidi… ninfee del mare
Per poi sacrificare la figlia Andromeda… ma come può una madre? La vanità è sopra ogni cosa?
O come Andromeda sacrificata dalla madre, quali potevano essere i suoi pensieri in attesa del mostro marino?
Quale eroe Perseo… su quel meraviglioso cavallo alato?
La mia disperazione… i miei peccati, le mie catene e la mia libertà si vestono di favole…
Ma la mia anima è sempre lì…
Ad inseguire una luce…
Come se le stelle non bastassero allo scopo…
Sono un quadro buio appeso ad una parete di etere e sonno…
I quadri si guardano o si lasciano guardare invece sono io che guardo dalla parete come un’impiccata appesa… dalle sclere degli occhi tesi a cercare la luce...
Come se il mio pensiero potesse materializzare le forme come mani esperte possono
modellare la creta…
Vedo davanti a me… un faro tra la terra e l’acqua del mare.
Le sue righe bianche e rosse sono lì pronte a ritagliarsi dal velluto nero .
Avvolto nella morbida luce quasi fosse un attore nell’occhio di bue che prende la parola.
Come nei ritorni del tempo la luce del faro a tratti si ferma.
E non so più distinguere se è il faro ad illuminare o essere io a vedere che il faro si illumina.
Come se non sapessi più se il passato è presente
o se il presente è già passato.
Non basta il girare della luce nel faro come ali luminose
a fare avanzare il tempo nello spazio…
Sembra invece ingoiarlo laddove la sua luce cade
a pioggia come fallita o rapita e tutto scompare…
Ingoiata dal vuoto o dall’eternità?
Proprio quando lo spazio diventa tempo ed il tempo diventa spazio e non sai distinguerli coi tuoi intorpiditi sensi…
Solo allora l’anima sa di esistere....


di darumafly in racconti




Il mare di notte



Lo sapevate voi che, di notte, il mare sospira?
Sciacquio monotono all’apparenza tranquillo,
in ogni bolla della salata spuma che s’infrange a riva
sono raccolte le storie che ognuno di noi ha vissuto
in ogni ora della giornata appena trascorsa.
Ogni risata, ogni sospiro, ogni lacrima, ogni imprecazione,
ogni pentimento, ogni spavento, ogni finzione, ogni confessione,
ogni malvagità, ogni atto di bontà, ogni vendetta, ogni gesto d’amore,
ogni perdono, ogni ansia, ogni abbandono, ogni fiducia, ogni tradimento
ogni promessa, ogni perdita, ogni sussurro, ogni alto grido,
ogni preghiera, ogni speranza, ogni passione
di giorno s’innalzano nel cielo
e si compattano formando grosse nubi rosa e grigie
gonfie di lacrime gioiose o disperate, quelle che non versiamo
mai su questa terra, ma tratteniamo orgogliosi dentro il cuore.
Spinte da scirocchi e maestrali fin sul mare
le nuvole liberano quella salata pioggia
che si mescola alla salata acqua del mare.
Ma giunta con l’onda alla sua madre terra,
l’acquea anima umana si distacca
e canta la sua storia infinita, da millenni uguale.
Ed è per questo che il mare, di notte, al posto nostro sospira.

di   © Mitì Vigliero

 
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