Lettera di Corsa - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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Lettera di Corsa

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LETTERA DI CORSA
(diversa da : PATENTE DI…)


Termine poco definito nella letteratura contemporanea ma usato anche nella Fratellanza Italiana con intento di invitare in mare i Fra' ad un appuntamento - discreto e privilegiato - per scambiarsi informazioni, stare e divertirsi insieme, con alimenti e polvere assicurati e  con le indicazioni organizzative del Fra' inviante la       " lettera di corsa ".

L'origine sembra ritrovarsi nel " passaparola " tra i bucanieri - finchè vissero in Hispaniola - di avviare la caccia in gruppi bene armati e affiatati dal forte senso di amicizia, libertà ed eguaglianza.

Rifugiatisi in seguito alla Tortuga vi trasferirono i loro modi di vita comunitaria decisamente democratica. La Fratellanza del I° periodo (1630-1664) era caratterizzata da scorrerie e arrembaggi fatti dapprima con canoe e piccole imbarcazioni, poi con velieri conquistati o fatti costruire.

La " chiamata " arrivava nelle taverne e al porto con l'indicazione del luogo e del giorno d'imbarco. Comandava la spedizione il più abile di loro, scelto anche sul momento. Finita l'azione e spartito equamente il bottino ognuno tornava padrone di se stesso.

Il periodo successivo (1664-1713: pace di Utrecht) è caratterizzato da grandi Capitani con a disposizione vascelli ben armati se non di vere flotte. Molti erano i covi, anche se Tortuga (per i francofoni) e Port Royal (per gli anglofoni) erano gli ancoraggi preferiti. Il capitano o l' "ammiraglio" spargeva la voce ai 4 venti dei 7 mari (bastavano un paio di taverne e lupanari) che si preparava ad operare " per conto proprio " indicando il luogo della riunione (c'è un'isola con questo nome). Per lo più era l'Isola delle vacche, a mezza via tra Tortuga e Port Royal. L'adesione dei legni e degli equipaggi era assolutamente volontaria.

Dunque si invitavano i disponibili ad un raduno "di corsa".

Oggi pare corretto inviare una " lettera di corsa " per festeggiare una conquista, una ricorrenza o per star bene con altri Fra' in un bell'ancoraggio od ormeggio senza criteri di ufficialità se non quelli della Fratellanza: Ottalogo, golpes de canons, conclami corti e salami lunghi…!

Non risulta che la " lettera di corsa " sia mai stata inviata per compiere vendette o infliggere supplizi.

E' inviabile con il telefono cellulare (satellitare ?!) o l'e-mail che hanno alleggerito la fatica di stenderla con le passate forme "auliche" che, tuttavia, non cessano di piacere.

La " lettera di corsa " consente di trovarsi in acqua: sembrerebbe selettiva in quanto invitati sono i Fra' che hanno il loro "barco" in ordine, pronto. Per gli altri è cercare imbarco o essere invitati.

La " lettera di corsa " è riconoscibile nelle forme di convocazione :

- al Consiglio Grande e Generale e di Quadrato;

- allo Zaf. di Tavola , Intertavole, Scorrerie e Arrembate;

- al Raduno della flotta italiana nel mare orientale od occidentale;

- all'incontro di barche per il solstizio d'estate;

- per Regate e Trofei;

- per Zaf. o Boucan Nazionali;

- per gli incontri con Fra' di altre Nazioni.

Concludendo si può sostenere che la " lettera di corsa " possa essere utilizzata da ogni Fra' permettendo così ulteriori espressioni di opportunità marinare e nautiche di affinamento ed integrazione nella Fratellanza.


 
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