La Fratellanza - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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La Fratellanza

Della Fratellanza
Fratelli della Costa - Tavola di Messina




  



COSA E' LA FRATELLANZA DELLA COSTA




  • La Fratellanza della Costa è una comunità spirituale formata da uomini che amano il mare.


  • La sua legge è contenuta nell'Ottalogo che in sintesi  stabilisce : Culto di amore per il mare, Disciplina, Comprensione, Cameratismo, Generosità, Ospitalità e Modestia.


  • Il suo impegno fondamentale è di rafforzare nei suoi adepti le virtù sopra indicate affinché possano essere dimostrate e divulgate a tutti con semplicità e chiarezza.


  • In seno a questa organizzazione  acquistano realtà le immagini, i progetti e i sogni il cui mondo è il mare.


  • Nelle riunioni si discutono con particolare interesse temi di carattere scientifico e tecnico che si riferiscono o riguardano la migliore conoscenza degli oceani per il bene dell'Umanità.


  • L'arte che estrae dal paesaggio marino la sua ispirazione e bellezza ineguagliabili, favorisce e stimola sentimenti nella Fratellanza.


  • Lo sfogo spirituale che offrono gli Zafarranchos di questa istituzione, aiuta a gettare fuori bordo, come fardello inutile, la tristezza e le preoccupazioni che non mancano a nessuno.


  • Questo spirito facilita la spontanea solidarietà e l'ampio senso di fraternità che presiedono le citate riunioni.


  • In queste occasioni e sempre, ciò che eleva e purifica lo spirito dei Fratelli della Costa, è la sua ispirazione marinara, dove sono presenti : l'Oceano con i suoi marosi sublimi e le eccezionali qualità che i grandi uomini del mare di tutti i tempi hanno dimostrato d' avere.



 
     Brevi Cenni Storici
           




Dopo la scoperta dell'America, il Mare dei Caraibi fu teatro delle più audaci imprese di pirateria e di guerra di corsa di tutti i tempi, che mascheravano in realtà la volontà di Olandesi, Inglesi e Francesi di contendere alla Spagna il monopolio del continente americano e del suo oro.

Sono di questo periodo le avventurose gesta di uomini di mare come Sir Francis Drake, nominato barone dalla Regina Elisabetta per i suoi meriti di corsaro, Henry Morgan il saccheggiatore di Panama e di tanti altri filibustieri: l'olandese Van Graf, lo spietato "Olonese" Edward Teach, il terribile e leggendario Barbanera... tutti animati, più o meno consapevolmente, da grandi aspirazioni di libertà. Audaci e combattivi negli arrembaggi; abilissimi nelle arti marinare che affinavano adattando i velieri catturati per renderli più veloci e manovrieri; avvezzi alle privazioni e smodati nella gozzoviglia questi rudi avventurieri del mare diedero luogo, intorno al 1620, a una confraternita chiamata Fratellanza della Costa, il cui principale Quartier Generale fu l'isola di Tortuga.

L'eredità della simbologia romantica, delle tradizioni e dei valori positivi di questa confraternita è stata raccolta e continuata dalla attuale Associazione Internazionale che conserva il nome di Fratellanza della Costa. L'Associazione riunisce in una cornice di cavalleresche tradizioni, qualificati e rappresentativi gentiluomini di tutte le nazioni, appassionati cultori della vita di mare e del mare inteso come elemento vitale, insostituibile teatro di scambio culturale tra i popoli, la cui infinita maestà è fonte di ispirazione di nobili e schietti ideali di vita.

Nel 1951, da un'idea nata durante un corso per "padroni marittimi" tenuto dalla Lega Marittima Cilena a Valparaiso, sette appassionati yachtmen di Santiago gettarono le basi dell'attuale Fratellanza della Costa con l'intento di scegliere e riunire gentiluomini, appassionati di yachting che avessero profonda pratica di vita marinaresca e che dimostrassero rispetto e amore per il mare.

Il 4 aprile 1951 fu fondata la Tavola di Santiago e ben presto furono create nuove sedi in altre città chiamate appunto Tavole. Si iniziarono le prime riunioni, dette Zafarranchos, in una delle quali fu istituito l'Ottalogo che contiene i principi fondamentali della Fratellanza della Costa. Da allora le Tavole si sono diffuse in tutto il mondo e oggi il " Banderin Negro ", vessillo dei Fratelli della Costa, sventola su numerose imbarcazioni battenti bandiera di diverse nazioni in cui la Fratellanza della Costa è presente.

In Italia, la Fratellanza della Costa è arrivata nel 1953 quando, in ottobre, illustri Fratelli cileni favorirono la fondazione della prima Tavola a Riccione sotto la guida del Luogotenente Federico Pullé. Seguirono a breve scadenza le Tavole di Roma, il cui primo Luogotenente fu Mario Altigieri, di Rimini con il Luogotenente Ettore Rastelli, della Sicilia con il Luogotenente Lanza di Mazzanno. Ma la Fratellanza Italiana ebbe la sua consacrazione ufficiale durante il primo Zafarrancho nazionale che si tenne il 10 marzo del 1957 a bordo della turbonave "Cristoforo Colombo", in navigazione nel Mediterraneo, quando fu affidato al Consiglio Grande e Generale presieduto da un Gran Commodoro, la cura della propria organizzazione, il riconoscimento delle varie Tavole, stabilendo infine che la sede fosse istituita a Roma. E durante lo stesso Zafarrancho nazionale fu istituito il Consiglio Grande e Generale, formato da tutti i Luogotenenti di Tavola, ed eletto Gran Commodoro il Fratello Frangiotto Pullé.

Il Fratello Rafael Mantani, che per primo stabilì i contatti con la Hermandad de la Costa Cilena, fu nominato Scrivano Maggiore. Da allora la Fratellanza della Costa Italiana ha avuto la guida "primus inter pares" di undici Gran Commodori. Le Tavole, ognuna con il proprio statuto e autonoma nel proprio approdo, sono diventate 57 e i Fratelli 750 oltre agli Aspiranti Allievi.

Tra gli uomini di mare chiamati a far parte dell'Associazione si trovano valenti navigatori, ufficiali di marina, progettisti navali, dirigenti della Lega Navale Italiana, della Federazione Italiana Vela, stazzatori e giudici di regata, circumnavigatori e navigatori solitari protagonisti di traversate e imprese che hanno avuto l'onore della cronaca, ma anche tranquilli croceristi e semplici appassionati.

Il comune ideale dei Fratelli della Costa è quello di riaffermare e sviluppare le più alte virtù marinaresche, creando entro e oltre le frontiere nazionali, una salda rete di amicizia fraterna e di mutua comprensione, improntata a quei valori dì lealtà, generosità e modestia, ospitalità e tolleranza tracciati con ispirata sintesi dalle semplici parole dell'Ottalogo.

Per i Fratelli della Costa il rigore quasi militaresco richiesto dalla responsabilità della nave e del suo equipaggio si accompagna sempre a quella sorta di ribalderia di antica memoria e gli Zafarranchos, siano raduni di barche o riunioni conviviali a terra, si svolgono sempre in grande allegria, con copiose libagioni emule delle spartizioni di ricchi bottini. In queste occasioni il rhum scorre a fiumi e la componente giocosa e goliardica dell'Associazione prende il sopravvento. ai raduni di barche e l'organizzazione di regate veliche, la Fratellanza della Costa svolge la sua multiforme attività promuovendo e affiancando diverse iniziative rivolte alla diffusione della passione per il mare.

Sono stati istituiti concorsi nelle scuole sui temi del rispetto, tutela e amore per il mare, consegnati trofei per le crociere più impegnative e solenni riconoscimenti a persone estranee alla Associazione che si sono distinte in attività di salvaguardia e tutela del mare e delle sue genti.

I Fratelli della Costa svolgono anche una continua attività ospitaliera verso i naviganti, particolarmente fraterna per quelli che issano a riva il " Banderin Negro ".

In un mondo in cui sembra dover regnare soltanto l'egoismo e l'indifferenza, la Fratellanza della Costa è come un faro che guida la rotta della nave, offrendo il  conforto di una visione dell'esistenza in cui l'individuo, di fronte all'immensità del mare, possa ritrovare dentro di sé quei profondi valori spirituali che lo esortino a seguire sempre più nobili ideali di vita.


Il Commodoro
Edilio di Martino




LE COMPAGNE DEI FRATELLI




   


       

Con il titolo di "Schiave" ("Cautiva" nell'originale dicitura Cilena, cioè "fatta prigioniera") sono chiamate, le spose, le compagne, dei Fratelli. é non vi sia alcuna regola scritta in proposito, le donne non sono in generale ammesse nell'Associazione mondiale dei Fratelli della Costa in qualità di Fratello : questione di tradizione e di storia.

La Filibusta era un affare di uomini, le donne le catturavano. Con tutta evidenza, una donna non potrebbe essere un " Fratello ". Tuttavia alcune Fratellanze Nazionali, come quella italiana, ricordandosi delle Mary Read, Ami Bonny ed altre imbarcano valide " filibustiere " come Fratelli, purché siano esse valenti Skippers.

Opportuna decisione al passo coi tempi, basta pensare alla navigatrice francese Isabelle Autissier, all'americana Dawn Riley abilissima skipper della prestigiosa  " American True " recente protagonista dell'America's Cup, e alle molte ragazze italiane ammesse alla gloriosa Accademia Navale di Livorno. Ragazze destinate al comando di navi militari.

All'opposto, ogni filibustiere ben nato si vanta di avere una " Schiava " onorata, rispettata ed ammirata. Sono esse che apportano ai nostri Zafarranchos e a bordo delle nostre barche il loro calore ed il loro charme.

Nella Fratellanza Italiana, le "Schiave" costituiscono di fatto parte integrante, tradizionale e sentimentale dell'Associazione e vi occupano a pieno titolo una posizione importante e di eccellenza.

Il titolo di "Schiava" è altamente onorifico e le compagne di vita e di navigazione dei Fratelli devono essere orgogliose di portarlo, con il suo romantico significato di donna innamorata del mare e del proprio nauta.

Molte sono nella Fratellanza Italiana le " Schiave " valenti Skippers dotate di grande pratica marinaresca che da anni navigano col " filibustiere " che le ha conquistate   o che hanno conquistato, ma che tuttavia non desiderano diventare " Fratello " per non perdere quella luminosa aureola di grazia, soavità, passione, incanto propria della " Schiava ".






 
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