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Scritti
LA FRATELLANZA
Davanti al fuoco, accanto al tuo camino,
testimoni due litri tracannati,
tu mi dicesti:" Sai che faccio Uncino,
chiamo a raccolta qui tutti i Pirati.
E' tempo di spillare il vin novello
e, poiché sono il vostro cannoniere,
per l'occasione invito ogni fratello
per stare insieme, festeggiare e bere."
Poi, complice quell'ultimo quartino,
il capo reclinammo sopra un lato
e, l'uno accanto all' altro, Ulisse e Uncino,
lo stesso sogno, insieme, abbiam sognato.
Placido sonno, da Morfeo cullati,
dell'osteria sognavan donne e risse,
quando una voce risuonò:" Pirati…
si, dico proprio a voi, Uncino e Ulisse.
Ma voi credete a quello che si dice…
a questa fratellanza decantata,
mi sembra quasi l' Araba Fenice,
ma…l'ha trovata mai qualche pirata ?"
Voce imperiosa di chi il sonno scuote
quella di Ulisse si rivolse a Uncino:
"Non ascoltare, son parole vuote,
stiam vaneggiando per colpa del vino!"
"La fratellanza è un fuoco sempre acceso
che risplende nel cuor d'ogni pirata,
è del fratello il braccio a te proteso,
è la realtà, che non è mai sognata.
Se col fratello condividi un sogno,
se insieme a lui coltivi una speranza,
se sei al suo fianco se di te ha bisogno,
allora sai cos'è la fratellanza."
Noi lo sappiam, perché siam bucanieri,
un sogno non è sempre fantasia,
per noi, custodi di ideali veri,
la fratellanza non e un'utopia.
"E' vero Ulisse, noi siam fortunati,
basta guardarsi attorno questa sera,
lo dice la presenza dei Pirati,
la fratellanza non è una chimera!"
Il sogno fatto accanto a quel camino
un cantastorie in questo foglio scrisse,
non eran pazzi, né preda del vino,
ne sono testimoni Uncino e Ulisse.
" UNCINO"
All'anagrafe (detto) Sergio Colloca
Tavola di Messina 1 Maggio 2002
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