Federico II - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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Federico II

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Federico II





Imperatore del Sacro Romano Impero. Nacque a Iesi presso Ancona da Enrico VI Hohenstaufen e Costanza d'Altavilla, erede al regno di Sicilia.


Federico crebbe in Sicilia in un ambiente che, a cominciare dalla madre, odiava i tedeschi. Aveva solo quattro anni quando a Palermo, il giorno di Pentecoste, veniva incoronato re di Sicilia, mentre Costanza, poco prima di morire nominava il pontefice Innocenzo III amministratore del reame e tutore del figlio.

Il 26 dicembre 1208 terminato il periodo della reggenza Federico divenne re. L'anno seguente accolse festosamente Costanza d'Aragona che aveva sposato per procura durante la minore eta'.

Nel 1212, quando aveva solo 18 anni parti' per la Germania a rivendicare il titolo imperiale. Era un impresa temeraria, e gli avvenimenti che lo accompagnarono hanno del leggendario.

In pochi mesi fu eletto re a Francoforte, e tre anni dopo in seguito alla morte del maggior rivale Ottone IV di Brunswick, e col consenso del pontefice fu nuovamente incoronato ad Aquisgrana, re di Germania (1215) rinnovando gli impegni verso il papato e promettendo di guidare una crociata nei Luoghi santi.

Ritornato a Palermo si preoccupo' di instaurare un potere centrale forte, antifeudale, con caratteri addirittura moderni. Tutte le terre donate negli ultimi trent'anni furono confiscate e unite al demanio imperiale (legge de regnantis privilegiis). Tale provvedimento colpiva inesorabilmente la nobilta' e i grandi ecclesiastici.

Anche i castelli costruiti negli ultimi 30 anni vennero abbattuti e requisiti. I baroni che si opposero furono attaccati, imprigionati, uccisi o esiliati, e le loro cose confiscate. La sicurezza del reame fu basata su una serie di castelli imperiali per la cui vigilanza e manutenzione Federico organizzo' una schiera di funzionari.

La vita nel reame era rigorosamente controllata: gli Ebrei e i Musulmani dovevano portare sulle vesti un distintivo giallo; leggi speciali isolavano le prostitute e gli attori. Il commercio era monopolizzato dallo stato o controllato; non poteva essere esportato l'oro. Le citta' costiere avevano l'obbligo di fornire navi e marinai per la flotta imperiale. Impiegati dello stato riscuotevano direttamente le imposte. Sedicimila Musulmani furono trasferiti a Lucera, che divenne un piccolo centro islamico in Italia fedelissimo all'imperatore.

Federico aveva solennemente promesso al pontefice di guidare una crociata in Terrasanta. Per lungo tempo rimando' la cosa, ma scomunicato dal papa Gregorio IX dovette partire, era il 1228. Giunto in Palestina, preferì non combattere e si assicuro' con trattative presso il sultano Malik Al-Kamil il possesso di Gerusalemme, Nazareth e Betlemme. Durante la permanenza in Palestina, divenne amico dell'emiro e si interesso' di medicina, astronomia e filosofia.

Nel frattempo il papa Gregorio approfittando dell'assenza dell'imperatore attaccava e devastava i domini imperiali; ma al ritorno di Federico fu sconfitto e costretto alla pace a S.Germano (Cassino 1230).

Deciso a riorganizzare il regno, per suo ordine un gruppo di giuristi meridionali tra i quali vi era il famoso Pier delle Vigne, elaborarono il Liber Augustalis (raccolta di leggi promulgati a Melfi nel 1231 e percio' dette Costitutiones Melphitanae) che stroncava definitivamente ogni residuo feudale nel reame e gettava le basi per una moderna monarchia assoluta. La chiesa a sua volta era vista come un'organizzazione spirituale e non ne veniva ammessa alcuna interferenza economica e politica.

Ecclesiastici ed eretici dovevano essere giudicati da tribunali laici; il diritto di vescovi, chiese e conventi a possedere terre era ridotto al minimo e d'altra parte le tasse colpivano gli ecclesiastici come i laici.

Anche le autonomie comunali e cittadine non erano piu' riconosciute. Una prima rivolta comunale scoppiata nel reame fu stroncata con decisione. Ma in tutta l'Italia le forze guelfe e comunali si riunivano, sia in Germania che nell'Italia settentrionale si rafforzava il sentimento antiimperiale. Federico si trovo' impegnato in una serie di spedizioni militari con alternanza di vittorie e di sconfitte, mentre piu' numerosi si facevano i nemici.

Nel 1235 fu costretto ad arrestare il figlio Enrico che gli si era ribellato e subito dopo dovette fronteggiare la seconda Lega lombarda, che sconfisse a Cortenuova (1237).

La crisi pero' si aggravo': Venezia scese in campo per difendere i suoi interessi nell'Italia settentrionale, mentre il papato, con maggiore accanimento si pose a capo del partito antiimperiale, scomunicando l'imperatore e bandendo contro di lui la guerra santa. Federico dapprima riusci' a fronteggiare lo schieramento avversario e nel 1241 all'isola del Giglio l'alleata flotta pisana distrusse le navi genovesi che trasportavano a Roma, i vescovi, convocati in concilio per deporlo. Ma alcuni anni dopo il nuovo pontefice Innocenzo IV riusci' a riunire il concilio a Lione e l'imperatore venne dichiarato decaduto(1245).

Sconfitto nell'assedio di Parma, che si era ribellata, e prostrato dalla prigionia del figlio Enzo, catturato dai Bolognesi a Fossalta (1249), e dalle congiure di corte, Federico mori' circondato dai suoi funzionari arabi, civili e militari il 13 dicembre 1250 a Castel Fiorentino presso Lucera (Puglie).

La grandezza di Federico e' innegabile. Ebbe una personalita' complessa, dagli interessi vari, ma sorretta da una volonta' senza precedenti. Amo' egualmente le armi, gli intrighi politici, la filosofia, le scienze, l'arte, la poesia (alla sua corte fiori' la prima scuola poetica italiana) e soprattutto fece del comando un culto. Vide con chiarezza lo stato assoluto e intui' in che modo doveva essere edificato.





 
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