Esternazione - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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Esternazione

Noi Marinai


                            




Questo é l'amore che la figlia di un vecchio marinaio della Regia Marina esterna in occasione della giornata in cui siamo tutti vicini ai nostri morti


Mio padre, piccolo marinaio!
2 novembre 2012
di MariaCarla Torturu



Ogni giorno dedico un pensiero a chi non c’ è più: mio padre.


Non è per nulla un mio impegno mentale, non è un spinta religiosa, non è una preghiera, è un fatto strano; provo una stretta al cuore, gli occhi che si riempiono di lacrime, oppure una intensa gioia, emozioni dolcissime pregnanti di ricordi, immagini del passato che si presentano all’improvviso: risate, chiacchiere, silenzi, sorrisi; quasi come se qualcuno mi tirasse per la giacca per dirmi: non dimenticarmi, esisto ancora e sono qui vicino.

Oggi per convenzione ricordiamo i nostri morti che sento più che mai vivi nei nostri cuori e di questo loro, ne sono certa, ne sono immensamente felici, per favore, almeno una volta all’anno, al di là delle ricorrenze, non dimentichiamoli … come io non dimentico mio padre marinaio.

Cammino tra i boschi con lo sguardo rivolto verso sud, verso il mare, laggiù c’ è Alghero, la tua Alghero, il tuo sogno, la tua Itaca dove avresti voluto tornare e fermarti per sempre; tornare in quella piccola casa di pescatori, vicino alla Capitaneria, di fronte al piccolo porto che aspetta il vento di maestrale. E da lì sei partito piccolo marinaio, quel maledetto 1940, per andare alla guerra, alla Maddalena.

Mi hai raccontato poco di quella base navale, solo le serate con gli amici, i bicchieri di vino e la rabbia per una guerra che non vi apparteneva, perché la guerra dicevi è solo distruzione e tacevi. Soltanto recentemente hai pianto, di fronte a tutti, mentre seduti a tavola, un Natale, si brindava ed hai ricordato le bombe, il sangue, i corpi fatti a pezzi, gli amici che non sono tornati e quella madre che chiamava la sua bambina uscita in bicicletta mentre già arrivavano gli aerei e che non ha più trovato.

Hai ricordato e non ci hai parlato di una guerra di eroi, di medaglie, di trionfi; la guerra, dicevi, strazia i cuori ancor prima della carne; noi quel 25 dicembre ti ascoltavamo con gli occhi lucidi senza interrompere il tuo pianto, i tuoi ricordi e poi hai sorriso, perché tu sapevi stemperare il dolore, eri bravo a farci divertire ed a nascondere i tuoi rimpianti, le tue malinconie. Avevi imparato a camminare in punta di piedi nella lunga strada che è stata la tua vita, con dignità e senza disturbare.

Ed in punta di piedi te ne sei andato Piccolo Marinaio che hai attraversato un secolo di Storia (1915/2011), senza mai veramente invecchiare con quella scintilla di fanciullo nello sguardo che ti faceva sperare e pensare al futuro nonostante l’età avanzata.

Quel 28 luglio sei volato lontano, forse ora sei lì in quel piccolo porto che ammiri la scogliera di Capo Caccia al tramonto, o forse al mercato del pesce o forse a Genova al cantiere o sei accanto a me che mi fai compagnia mentre sono qui a raccontarti.

Di te mi restano i tuoi insegnamenti : umiltà e orgoglio, tenacia e speranza, ironia e gioco, il piacere della tavola e del vino, l’ amore per la vita e per la famiglia e tutto ciò è molto di più di tutti i tesori del mare.


Addio Piccolo Marinaio



Maria Carla




 
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