Benvenuti - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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Scritti


                                 

FRATELLI DELLA COSTA
ITALIA


ZAFARRANCHO INTERNAZIONALE DI PORTOROSA
GEMELLAGGIO CON LA TAVOLA D’IROISE
PORTOROSA  12  -  14  Settembre  2008


Benvenuti

Nel corso del cammin della mia vita
mi ritrovai per ragione oscura
accolto in questa fratellanza ambita.
Oh quanto a dir qual'è  è cosa dura
esta emozione che mi prende forte
e che mi fa tremare di paura.
Queste parole che qui vi son porte
m'assegnò di ripetere quel Franco
Luogotenente che mi diè la sorte :  
un benvenuto da spiegare a fianco
di golpe de canon agili e snelli
di brindisi e d'orzate mai stanco.
Cautive preziosissime, fratelli
di sicilia venuti alla riviera,
voi siete i benvenuti come quelli
che incontrare ciascun si aspetta e spera.
Veniste impetuosi e prorompenti
in questa terra silenziosa e austera
su legni avvezzi all'onda ed ai venti,
trovaste luoghi antichi, terre e mari
che di pirati armati sino ai denti
hanno ricordi dolorosi e amari.
Origina nel tempo questa storia
con i sicani e i siculi corsari
gli un contro l'altri usi a far baldoria.
Fenici, Greci vennero e Latini
che della preda fecero lor gloria.
L'Arabi che scacciaro i Bizantini
parte fur miti ed in parte feroci
e pur se ad arte ed a scienza proclini
produsser meraviglie e fatti atroci.
Giunsero poi dal mare i Normanni,
che portaro con se delizie e croci
e furono padroni per lunghi anni.
Seguirono gli imperatori Svevi
e gli Angioini portator d'affanni,
poi gli Spagnuoli per tempi non brevi,
Borboni, Piemontesi, indi di poi,
allo scader di tempi duri e grevi,
finalmente arrivaste pure voi :
Fratelli della costa e cautive,
terribili corsari anco per noi,
accompagnati da preziose dive.
Dire vi voglio adesso di un segreto
di cui sono rimaste sempre prive
le pagine di storia e fò divieto
di rivelar la cosa a chicchessia.
Mò ve la conto tutta queto queto,
semplicemente e senza vanteria,
come andaro le cose ai tempi andati,
in verità condita a fantasia.
Gli è che tutti quei che son passati
per questa terra di Sicilia antica
venendo per predare, fur predati
se obbedienti a furia nemica.
Venendo invece qui con cuor sincero
a respirare insieme l'aura aprica,
non vi fu mai nessuno, a dire il vero,
che non si guadagnò con un sorriso
il cuore di Sicilia tutto intero.
Così pur fate e questo paradiso
che vi circonda ve lo regaliamo
tutto d'amor di fratellanza intriso.
Che ci possiamo far, così noi siamo,
   con un sorriso è tuo quanto è più bello,
le prepotenze non le sopportiamo
nemmeno dalla ciurma di Marcello.
Natura storta, storte le radici
di questa terra di delizie ostello !
Fate così perciò le cose o amici
come per giuoco vi dischiuse e disse
e consegnò con i migliori auspici
il fratello che voi chiamate Ulisse.



                                                       Ulisse - Tavola di Messina

 
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