All'ombra dei cannizzi - FRATELLI DELLA COSTA - ITALIA Tavola di Messina

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All'ombra dei cannizzi

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All'ombra dei cannizzi

di Ninni Ravazza



Domenica 14 ottobre il sole picchiava forte sul mare di San Vito lo Capo, calmo come l'olio. E' tempo di "caponi"(lampuga in italiano), splendidi pesci argentati che in autunno si danno appuntamento sotto ogni cosa galleggi e faccia ombra, e per questo i pescatori gli preparano i "cannizzi", foglie di palma ancorate al fondo e tenute in superficie da galleggianti, attorno ai quali poi caleranno le reti "cianciolo" per catturare l'intero branco. Per chi ama la pesca è tempo di prendere la barca e mettere le traine a mare, perché la pesca ai caponi è molto divertente, e per di più il pesce a tavola è una vera squisitezza, comunque lo si cucini.

Quella domenica di caponi sotto i cannizzi non ne abbiamo trovato nemmeno uno, ma la giornata era troppo bella per rientrare, e allora via verso nord, sempre più lontani dalla costa che quasi non si vedeva più. In fondo, la pesca è un pretesto per andar per mare, chissenefrega se oggi non si pesca.

Ad un tratto all'orizzonte sono comparse, lontane, alte pinne falcate, "pescispada lontani a prua!" grida il mio compagno al timone, e già stavamo pensando di cambiare le esche preparate per pesci non superiori al chilogrammo quando abbiamo capito di aver preso un granchio. Anzi, un grampo: non erano pescispada, ma un branco di grampi adulti (Grampus griseus) che se ne stavano tranquilli a godersi anche essi il caldo sole siciliano di ottobre. Era uno spettacolo vederli tirare fuori il muso bianco, guardarci con gli occhietti piccoli, e sfilare accanto e sotto la barca che procedeva a velocità minima; il branco era composto da una decina di esemplari, tutti molto grossi, ed il colore biancastro del muso denunciava la loro età adulta. Sembravano intenti a far nulla, non erano a caccia, non sembravano interessati ad una direzione precisa. Bighellonavano mare mare proprio come noi, nuotavano tranquilli appena sotto la superficie, poi uscivano lentamente il muso dall'acqua, venivano fuori con mezzo corpo, e si lasciavano cullare dalla leggera corrente di ponente.

Siamo rimasti circa mezz'ora in compagnia del branco, che non mostrava alcun timore, poi abbiamo ripreso la rotta verso nord, alla ricerca di una preda che non abbiamo trovato. Quando al tramonto abbiamo attraccato la barca al pontile ci siamo guardati negli occhi, io e il mio compagno di pesca, e senza parlare ci siamo detti che sì, in effetti delle prede non ci interessa proprio niente, e che una giornata come quella vale mille carnieri.

Il Grampo è un delfinide dalla pinna dorsale abbastanza alta e falcata, il capo non ha un rostro pronunciato; gli adulti misurano fino a 3,5 metri e pesano anche 600 chilogrammi. Il colore che nei giovani è scuro, diventa chiaro col crescere dell'età, soprattutto nella parte anteriore del corpo; lunghi graffi bianchi sulle pinne dorsali rendono possibile il riconoscimento. Al largo di San Vito lo Capo (provincia di Trapani) l'incontro con Grampi e Stenelle è molto frequente, ed è facile fotografarli anche da molto vicino, anche se in questa zona non sembra siano stati mai effettuate ricerche sistematiche sulle famiglie di delfinidi che la frequentano.




Orzaaaaaaaaaaaaaaaaa  da           

 
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